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Produzione e percezione delle fricative settentrionali tra parlanti meridionali

(2018)
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Lo scopo di questa ricerca è verificare la graduale accettazione di tratti della pronuncia settentrionale come varianti di prestigio nelle parlate centromeridionali, prendendo come punto di partenza la produzione e la percezione della fricativa intervocalica sonora [z] nell’area romana. Lo studio prosegue una ricerca precedente sulla produzione e la percezione delle stesse varianti fricative nell’area napoletana (Crocco, Marzo & De Pascale 2017). Come ormai ampiamente documentato (Berruto 2012 [1987]), le pronunce regionali in Italia, emerse dalla prolungata situazione di contatto tra standard e dialetti, sono caratterizzate dalla ritenzione di tratti fonetici e fonologici del sostrato dialettale, accettati in alcuni casi anche negli standard regionali. Gli studi sulla pronuncia suggeriscono anche la presenza di tendenze di livellamento tra gli italiani regionali, come la formazione di una pronuncia composita nell’area urbana di Torino (Boario 2009). Altri dati, prevalentemente di tipo percettivo, indicano una possibile crescita del prestigio della pronuncia settentrionale in altre aree del paese (De Pascale, Marzo & Speelman 2017). Un fenomeno particolare in questo quadro è rappresentato dalla distribuzione regionale delle sibilanti intervocaliche [s] e [z]. Nella pronuncia standard e toscana, sia [s] che [z] occorrono in posizione intervocalica come in asino [ˈasino] e sposo [ˈspozo]. Nelle varietà non toscane, invece, questo contrasto è neutralizzato e una delle due varianti è generalizzata: [s] negli italiani regionali meridionali, e [z] il quelli settentrionali (Bertinetto & Loporcaro 2005). Studi precedenti hanno dimostrato che la variante settentrionale è in espansione. In particolare, i dati di Nocchi & Filipponio (2010) mostrano che la variante sonora sta guadagnando terreno nell’area nord-occidentale della toscana, dove l’alternanza tra variante sorda e sonora è quindi in regressione. Anche nell’area napoletana si riscontra una tendenza da parte delle parlanti di sesso femminile a produrre la variante sonora con maggiore frequenza nel parlato letto. Dal punto di vista percettivo, inoltre, la variante sonora sembra godere di maggiore prestigio rispetto a quella sorda, poiché viene associata a parlanti giovani e benestanti (Crocco, Marzo & De Pascale 2017). Nel complesso, quindi, i dati indicano una certa forza espansiva della variante sonora settentrionale della fricativa. Questo lavoro prende in esame la diffusione della variante sonora in un’area geograficamente intermedia tra la Toscana e Napoli, cioè quella romana. Lo studio mira inoltre a verificare in quale misura l’uso della fricativa sia socio-stilisticamente determinato, cioè se la fricativa sonora tenda a essere maggiormente utilizzata e a essere percepita come variante di prestigio. Metodologicamente, lo studio combina l’analisi di dati di produzione con un’analisi percettiva. Lo studio di produzione mira a verificare la frequenza di uso delle due varianti in contesto dialogico e l’eventuale presenza di varianti foneticamente intermedie tra [s] e [z]. Questa parte del lavoro si basa sull’analisi della sezione dialogica del corpus CLIPS-Roma, consistente in 6 dialoghi prodotti da altrettanti parlanti (3m/3f). È stato inoltre analizzato un piccolo campione di frasi lette prodotte dagli stessi parlanti coinvolti nei dialoghi, in modo da avere un primo confronto tra due stili di parlato diversi per livello di formalità. Per la parte percettiva, è stato organizzato un esperimento nel quale 200 parlanti dell’area romana hanno ascoltato 2 frammenti registrati dallo stesso locutore romano, contenenti le varianti sorda o sonora della fricativa. Agli ascoltatori è stato chiesto a) di indicare la regione di provenienza del parlante; b) di valutare il parlante in base ad una serie di dimensioni predefinite (prestigio, attrattività, dinamismo) e c) di associare spontaneamente tre aggettivi al parlante ascoltato nelle due registrazioni. I risultati di questa ricerca contribuiscono al dibattito attuale sulle dinamiche sociofonetiche nell’italiano contemporaneo ed in particolare allo studio dei processi di livellamento e standardizzazione dell’italiano in seguito all’interazione tra italiani regionali. Riferimenti bibliografici Bertinetto, Pier Marco, Michele Loporcaro. 2005. The sound pattern of Standard Italian, as compared with the varieties spoken in Florence. Milan and Rome. Volume 35 Issue 2. Boario, Anna. 2009. Il raddoppiamento fonosintattico nelle varietà di parlanti adolescenti nativi e non nativi. In Carlo Consani, Paola Desideri, Francesca Guazzelli & Carmela Perta (eds.), Alloglossie e comunità alloglotte nell'Italia contemporanea. Teorie, applicazioni e descrizioni, prospettive, 383–398. Berruto, Gaetano. 2012 [1987]. Sociolinguistica dell’italiano contemporaneo. Seconda edizione. Roma: Carocci. (1987: Roma: La Nuova Italia Scientifica). Nocchi, Nadia & Lorenzo Filipponio. 2012. Lo vuoi co[z]ì o co[s]ì? A Sociophonetic Study on Sibilants in the Regional Italian of Livorno (Tuscany). In: Silvia Calamai, Chiara Celata & Luca Ciucci (eds.), Sociophonetics, at the crossroads of speech variation, processing and communication, 53–56. Pisa: Edizioni della Normale. De Pascale S., Marzo S., Speelman D. 2017. Evaluating regional variation in Italian: towards a change in standard language ideology?. In: Cerruti M., Crocco C., Marzo S. (Eds.), serie: Language and Social Life, vol: 6, Towards a New Standard: Theoretical and Empirical Studies on the Restandardization of Italian, (pp. 118-142). Berlin: De Gruyter Mouton. Crocco, C. , S. Marzo & S. De Pascale. 2017. There's a northern wind, blowin'up a southern change: on the spread of northern Italian fricatives in southern Italian speech. Paper presentation held at ICLAVE 9. June 2017, Malaga.
Keywords
Socio-phonetics, Production, Perception, Leveling, Prestige, Alveolar fricative, Rome Italian

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Marzo, Stefania, et al. Produzione e Percezione Delle Fricative Settentrionali Tra Parlanti Meridionali. 2018.
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Marzo, S., Crocco, C., & De Pascale, S. (2018). Produzione e percezione delle fricative settentrionali tra parlanti meridionali. Presented at the LII Congresso SLI «Le tendenze dell’italiano contemporaneo rivisitate» Workshop: “La variazione fonetica e fonologica dell’italiano: dati, metodi e modelli,” Bern.
Chicago author-date
Marzo, Stefania, Claudia Crocco, and Stefano De Pascale. 2018. “Produzione e Percezione Delle Fricative Settentrionali Tra Parlanti Meridionali.” In .
Chicago author-date (all authors)
Marzo, Stefania, Claudia Crocco, and Stefano De Pascale. 2018. “Produzione e Percezione Delle Fricative Settentrionali Tra Parlanti Meridionali.” In .
Vancouver
1.
Marzo S, Crocco C, De Pascale S. Produzione e percezione delle fricative settentrionali tra parlanti meridionali. In 2018.
IEEE
[1]
S. Marzo, C. Crocco, and S. De Pascale, “Produzione e percezione delle fricative settentrionali tra parlanti meridionali,” presented at the LII Congresso SLI «Le tendenze dell’italiano contemporaneo rivisitate» Workshop: “La variazione fonetica e fonologica dell’italiano: dati, metodi e modelli,” Bern, 2018.
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Come ormai ampiamente documentato (Berruto 2012 [1987]), le pronunce regionali in Italia, emerse dalla prolungata situazione di contatto tra standard e dialetti, sono caratterizzate dalla ritenzione di tratti fonetici e fonologici del sostrato dialettale, accettati in alcuni casi anche negli standard regionali. Gli studi sulla pronuncia suggeriscono anche la presenza di tendenze di livellamento tra gli italiani regionali, come la formazione di una pronuncia composita nell’area urbana di Torino (Boario 2009). Altri dati, prevalentemente di tipo percettivo, indicano una possibile crescita del prestigio della pronuncia settentrionale in altre aree del paese (De Pascale, Marzo & Speelman 2017).
Un fenomeno particolare in questo quadro è rappresentato dalla distribuzione regionale delle sibilanti intervocaliche [s] e [z]. Nella pronuncia standard e toscana, sia [s] che [z] occorrono in posizione intervocalica come in asino [ˈasino] e sposo [ˈspozo]. Nelle varietà non toscane, invece, questo contrasto è neutralizzato e una delle due varianti è generalizzata: [s] negli italiani regionali meridionali, e [z] il quelli settentrionali (Bertinetto & Loporcaro 2005). Studi precedenti hanno dimostrato che la variante settentrionale è in espansione. In particolare, i dati di Nocchi & Filipponio (2010) mostrano che la variante sonora sta guadagnando terreno nell’area nord-occidentale della toscana, dove l’alternanza tra variante sorda e sonora è quindi in regressione. Anche nell’area napoletana si riscontra una tendenza da parte delle parlanti di sesso femminile a produrre la variante sonora con maggiore frequenza nel parlato letto. Dal punto di vista percettivo, inoltre, la variante sonora sembra godere di maggiore prestigio rispetto a quella sorda, poiché viene associata a parlanti giovani e benestanti (Crocco, Marzo & De Pascale 2017). Nel complesso, quindi, i dati indicano una certa forza espansiva della variante sonora settentrionale della fricativa.

Questo lavoro prende in esame la diffusione della variante sonora in un’area geograficamente intermedia tra la Toscana e Napoli, cioè quella romana. Lo studio mira inoltre a verificare in quale misura l’uso della fricativa sia socio-stilisticamente determinato, cioè se la fricativa sonora tenda a essere maggiormente utilizzata e a essere percepita come variante di prestigio. Metodologicamente, lo studio combina l’analisi di dati di produzione con un’analisi percettiva. Lo studio di produzione mira a verificare la frequenza di uso delle due varianti in contesto dialogico e l’eventuale presenza di varianti foneticamente intermedie tra [s] e [z]. Questa parte del lavoro si basa sull’analisi della sezione dialogica del corpus CLIPS-Roma, consistente in 6 dialoghi prodotti da altrettanti parlanti (3m/3f). È stato inoltre analizzato un piccolo campione di frasi lette prodotte dagli stessi parlanti coinvolti nei dialoghi, in modo da avere un primo confronto tra due stili di parlato diversi per livello di formalità. 
Per la parte percettiva, è stato organizzato un esperimento nel quale 200 parlanti dell’area romana hanno ascoltato 2 frammenti registrati dallo stesso locutore romano, contenenti le varianti sorda o sonora della fricativa. Agli ascoltatori è stato chiesto a) di indicare la regione di provenienza del parlante; b) di valutare il parlante in base ad una serie di dimensioni predefinite (prestigio, attrattività, dinamismo) e c) di associare spontaneamente tre aggettivi al parlante ascoltato nelle due registrazioni. 

I risultati di questa ricerca contribuiscono al dibattito attuale sulle dinamiche sociofonetiche nell’italiano contemporaneo ed in particolare allo studio dei processi di livellamento e standardizzazione dell’italiano in seguito all’interazione tra italiani regionali. 

Riferimenti bibliografici
Bertinetto, Pier Marco, Michele Loporcaro. 2005. The sound pattern of Standard Italian, as compared with the varieties spoken in Florence. Milan and Rome. Volume 35 Issue 2.
Boario, Anna. 2009. Il raddoppiamento fonosintattico nelle varietà di parlanti adolescenti nativi e non nativi. In Carlo Consani, Paola Desideri, Francesca Guazzelli & Carmela Perta (eds.), Alloglossie e comunità alloglotte nell'Italia contemporanea. Teorie, applicazioni e descrizioni, prospettive, 383–398.
Berruto, Gaetano. 2012 [1987]. Sociolinguistica dell’italiano contemporaneo. Seconda edizione. Roma: Carocci. (1987: Roma: La Nuova Italia Scientifica).
Nocchi, Nadia & Lorenzo Filipponio. 2012. Lo vuoi co[z]ì o co[s]ì? A Sociophonetic Study on  Sibilants in the Regional Italian of Livorno (Tuscany). In: Silvia Calamai, Chiara Celata & Luca Ciucci (eds.), Sociophonetics, at the crossroads of speech variation, processing and communication, 53–56. Pisa: Edizioni della Normale.
De Pascale S., Marzo S., Speelman D. 2017. Evaluating regional variation in Italian: towards a change in standard language ideology?. In: Cerruti M., Crocco C., Marzo S. (Eds.), serie: Language and Social Life, vol: 6, Towards a New Standard: Theoretical and Empirical Studies on the Restandardization of Italian, (pp. 118-142). Berlin: De Gruyter Mouton.
Crocco, C. , S. Marzo & S. De Pascale. 2017. There's a northern wind, blowin'up a southern change: on the spread of northern Italian fricatives in southern Italian speech. Paper presentation held at ICLAVE 9. June 2017, Malaga.},
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